Vi siete mai chiesti come si diventa un eroe dei film d’azione? Non vi affrettate a rispondere, perché la risposta non è così semplice. Perché così come magari i vostri genitori vi costringono ad imparare a suonare il pianoforte per darvi un futuro da grandi musicisti, così alcuni genitori fanno studiare… eh si miei cari, S-T-U-D-I-A-R-E, avete capito bene. Comincia già a diventare meno attraente la cosa, nevvero? E ancora non sapete il resto. Un esempio su tutti, vi narrerò di Michael e dei suoi intransigenti genitori.
C’era una volta un bambino di sette anni che si esercitava ogni giorno per diventare da grande un eroe dei film d’azione. La cosa non gli dispiaceva, visto che comprendeva, oltre ad allenamenti estenuanti, il giocare per ore con la playstation ai giochi di guerra e combattimento più ignoranti in commercio (per quelli strategici c’è sempre tempo, amava ripetere il padre), e il vedere i film più violenti, sanguinolenti e truculenti mai prodotti. E però. E però gli erano proibiti tutti i generi di film che non fossero un minimo tinti di rosso (sangue). E per quanto belli siano i film d’azione, alle volte anche una bella commedia… No. Perché no e basta. Ma Michael non è un tipo remissivo e si ribella ai genitori, decidendo di noleggiare una videocassetta con la commedia più opposta (il tizio a cui infila ogni giorno a scuola la testa nel water avrebbe detto antitetica) al volere dei genitori. La scelta ricade su Junior, film onta di Schwarzenegger dove rimane incinto (!), orribile, cioè perfetto. Al videonoleggio, alla cassa, lavora un amico del padre. “Così rimango fregato” pensò Michael con la proprietà di linguaggio assimilata dai vari action movie, “quello non me la fa comprare una commedia”. Si spreme le meningi e trova la soluzione (da vero guascone, sempre come direbbe il man in the water). Scambia il contenuto della custodia del DVD di Junior con quello di Resident Evil, va alla cassa, il cassiere guarda prima lui, e poi la copertina con gli zombie e sorride, come a dire “Che bravo ragazzo”. Ora, dove guardarlo? È un contenuto che scotta e casa sua è fuori discussione. Aspetta, c’è l’amico sfigato! Coso, lì, quello a cui fa fare full immersion nel mondo dei sanitari ogni giorno a scuola, come si chiama?
… … … Louise! esclamò. L’aveva chiamato talmente tante volte loser (perdente) che non ricordava più che l’aveva soprannominato così proprio per l’assonanza con il suo vero nome.
Si dirige a casa sua, è lui ad accoglierlo quando suona alla porta. "Accoglierlo" è una parola grossa. È lievemente terrorizzato, ma quando Michael gli dice che gli serve un favore diventa d’un tratto baldanzoso e pure un pochino arrogante. Ad un certo punto, in cambio del favore di fargli vedere il DVD in camera sua, gli chiede in cambio di non maltrattarlo più a scuola. Michael esita. Vale tutta questa pena quel filmaccio? Gli dà la sua parola, tutto sommato non era tutto questo gran divertimento.
Finalmente vede il film. Louise si diverte, Michael rimane impassibile. Finito il film, Michael esclama “Ci vuole coraggio a fare un film del genere”. Louise scoppia a ridere, ma Michael era serissimo.
Da allora sciorinò involontariamente una battuta sagace dietro l’altra, proprio come deve fare un bravo eroe d’azione.
Louise divenne suo amico e da grandi formarono un sodalizio indissolubile in cui Michael era il braccio e Louise il cervello.
Il povero bambino di cinque anni traumatizzato dal film Resident Evil scambiato da Michael divenne la nemesi folle dei due eroi.
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