
A volte le rivoluzioni narrative vengono abortite perché troppo ambiziose e/o poco lungimiranti.
Un esempio su tutti. Ne “La fine dell’Universo Marvel” di Jim Starlin, l’autore, famoso per le sue epopee cosmiche, fa il passo più lungo della gamba e “guarisce” il Marvel Universe da una specie di degenerazione creatasi per via della prima resurrezione di Wonder Man avvenuta parecchi anni prima, con la conseguenza, almeno teorica, di evitare nuove “resurrezioni incontrollate”. Ma sappiamo tutti come è andata: la Cosa è morta e risorta, Hulk proprio in quel periodo viveva delle avventure dove i suoi avversari controllavano una tecnologia in grado di resuscitare i defunti, per non parlare delle morti e rinascite dell’Uomo Ragno (il plurale è voluto, più tardi capirete)!
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Star Trek: È tornato Axanar
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