È un freddo Dicembre. Il riscaldamento è rotto, vedo la nuvoletta del mio fiato fra me e la t.v., accesa ma sintonizzata sul nulla, lo schermo è bianco – grigiastro e increspato, mi sembra si chiami effetto neve. È notte fonda, dal vetro rotto, nonostante il nastro da pacchi con cui l’ho rattoppato, mi arrivano spifferi glaciali. La stanza è illuminata solo dalla luce azzurrognola della televisione. Sono seduto da non so quanto. Ripenso al passato, a quando vivevo in quella scatola, film, telefilm e pubblicità e poi più niente. E poi cosa?, domanda l’ipnoterapeuta. Ma lui non risponde. L’ipnoterapeuta lo sveglia dallo stato di trance indotta e gli dice che si è nuovamente interrotto poco prima di raccontare il momento della morte della persona che era nella vita precedente.
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4 ore fa

