Non era stato un caso facile. Gli indizi erano contraddittori, la vedevo veramente grigia, se non avessi risolto quel caso sarei rimasto al verde e probabilmente costretto a chiudere l’agenzia e a continuare la tradizione di famiglia come mio padre e mio fratello, con le chiappe bianche al vento a girare filmini a luci rosse. La mia indagine si scontrò con molti ostacoli, in primis il pugno di un colossale Maori, dalla pelle bruno chiaro e dal volto dipinto con linee nere. Salta fuori che è la guardia del corpo del bastardo che sto cercando di incastrare, un figlio di papà arrogante e viziato. Dalla prima volta che l’ho visto mi faceva venire alla mente quella battuta sul miliardario preoccupato perché faceva feci color verde e del dottore che lo rassicurava dicendogli che erano semplicemente i soldi che gli uscivano dal… Vabbè, insomma. Aspiro profondamente il fumo di sigaretta, dando un’altra mano di pittura nera ai miei polmoni, che avevo appena tinteggiato di fresco. I miei interlocutori mi fissano senza dire niente. Mettono i brividi, con la loro pelle biancastra e il completo da Men in Black. Finisco la sigaretta, e con lei la mia storia. Tacciono a lungo. Poi finalmente mi dicono che posso andare. Dopo quasi ventiquattr’ore in quell’ambiente smorto, i colori mi appaiono irreali, cartooneschi, ed io stesso mi sento come il tizio calvo che viene sempre fregato da Bugs Bunny. La ragazza è sparita senza pagarmi, e diventa dolorosa adesso l’immagine mentale di lei sculettante nel suo tailleur rosa, che tanto mi aveva risollevato il morale (per così dire) in precedenza. E così il mio giallo si tinge di rosso, penso mentre mi preparo ad una sfolgorante carriera da attore hard, come voleva la buon’anima di papà.
venerdì 25 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
Più le cose cambiano, più rimangono le stesse - Tentativi vari di cambiare lo status quo di personaggi Marvel ormai rodati e relativi dietrofront - 2

A volte le rivoluzioni narrative vengono abortite perché troppo ambiziose e/o poco lungimiranti.
Un esempio su tutti. Ne “La fine dell’Universo Marvel” di Jim Starlin, l’autore, famoso per le sue epopee cosmiche, fa il passo più lungo della gamba e “guarisce” il Marvel Universe da una specie di degenerazione creatasi per via della prima resurrezione di Wonder Man avvenuta parecchi anni prima, con la conseguenza, almeno teorica, di evitare nuove “resurrezioni incontrollate”. Ma sappiamo tutti come è andata: la Cosa è morta e risorta, Hulk proprio in quel periodo viveva delle avventure dove i suoi avversari controllavano una tecnologia in grado di resuscitare i defunti, per non parlare delle morti e rinascite dell’Uomo Ragno (il plurale è voluto, più tardi capirete)!
continua su Omniverso 5 (da pagina 10)
martedì 15 giugno 2010
Recensione: Icomics - La prima rivista a fumetti multimediale

Icomics è la nuova rivista-contenitore di fumetti che troverete a cadenza bimestrale in edicola e in fumetteria, realizzata in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics.
Il primo numero, attualmente in edicola, brilla oltre che per la splendida copertina di Lucio Parrillo, per due storie: l'autoconclusiva Maat, di Ennio Ecuba (soggetto), Vincenzo Lauria (sceneggiatura), Vincenzo Cucca (disegni), Robert Valcic (colori); e la prima parte de L'indiana bianca, scritta e disegnata da Paolo Eleuteri Serpieri e colorata per la pubblicazione su rivista da Alessandra Bracaglia.
Maat è una storia avventurosa che rientra nei generi dell' ucronia e del fantasy: ambientata nel 1798 durante la Campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte, la vicenda storica fa da sfondo alle vicissitudini personali dei giovanissimi Julien Delorme e di sua sorella Cleo, imbarcatisi nella spedizione di Napoleone rispettivamente come soldato e come archeologa (accompagnata dal padre). Julien, che aveva intrapreso la strada militare per allontanarsi dal genitore, con cui ha un rapporto tormentato fin dalla morte della madre, non ne è affatto entusiasta. Ma presto avrà altro a cui pensare: coinvolti loro malgrado in eventi tanto più grandi di loro da far sembrare puerili scaramucce i giochi di potere fra Bonaparte e l'Ammiraglio Nelson, dovranno ridiscutere quello che credevano di sapere sul mondo e su loro stessi. Antiche divinità egizie sono infatti in lotta fra di loro e dall'esito dello scontro dipenderanno le sorti dell'umanità...
L'indiana bianca è un classico del fumetto italiano, un western atipico dove non c'è divisione netta fra buoni e cattivi ma solo persone, mosse da interessi personali, intrappolati in circoli d'odio e vendetta, soffocati dall'aria torrida e dalla bile, dove troppo spesso si spara per paura e si dà il via a insensate tragedie...
Colorata per l'occasione da Alessandra Bracaglia sotto la vigile supervisione dello stesso Serpieri, la scelta cromatica (atipica anch'essa rispetto ai canoni western) si sposa perfettamente con il tratto della storia, anche se qualche fan di vecchia data dell'Indiana bianca potrebbe trovare da ridire sulla resa finale delle tavole, ma questo seppur minimo stacco qualitativo è dovuto all'irreperibilità delle tavole originali (vendute a privati), e in ogni caso non inficia assolutamente la lettura.
Questo primo numero ospita una varietà estremamente eterogenea di storie: oltre al fantasy mitologico e al western delle due storie sopra citate, abbiamo la fantascienza distopica di Skp dell' eccelso disegnatore Lucio Parrillo, la desolazione della guerra di Oggi si gioca dello sceneggiatore esordiente Michele Monteleone e della disegnatrice Monica Catalano, il fantasy irriverente di Caccia al drago dell'autore Enzo Troiano e il divertissment metanarrativo di Provini di Giacomo Bevilacqua.
Oltre alle storie a fumetti, la rivista ospita in questo primo numero tre rubriche: Techno, a cura di Simone Casavecchia, che ci aiuterà a rimanere al passo con le nuove follie tecnologiche sfornate a getto continuo (in questo caso imperniata sul Poken, ninnolo ultratecnologico e kawaii che permette di gestire le nostre innumerevoli identità virtuali); Out/Look, sempre di Casavecchia, una visione "laterale" della moda (iniziando con un sunto sull' Estetica Nerd e la sua evoluzione negli anni); Effetto Sport, di Stefano Marsiglia e Giulio Gualtieri, con approfondimenti storici e curiosità sulle attività agonistiche (cominciando con le origini del rugby e con una bibliografia e una filmografia dedicate al mondo della palla ovale).
A completare il tutto, un articolo dedicato al graphic journalism di David Polonsky e alla sua ultima opera Strobe, un racconto di Alda Teodorani, un'intervista al disegnatore umoristico Mauro Talarico e una al conduttore di Vieni avanti... Kiss Kiss Marco Baldini, più uno speciale sul programma Pelo e contropelo di Radio Kiss kiss.
La vera particolarità della rivista, che le dà il diritto di fregiarsi del titolo di "prima rivista a fumetti multimediale" è l'utilizzo dei codici qr, che consentono di accedere a contenuti speciali riguardanti gli autori delle storie e gli articoli della rivista, tramite il semplice scatto di una foto dei suddetti codici con il vostro cellulare o smartphone (ovviamente a patto che supporti la tecnologia qr), dandovi così la possibilità di sentire dalla viva voce dell'autore retroscena sulla lavorazione delle storie o di fruire di approfondimenti sugli articoli appena letti.
Scott McCloud in Re-Inventare il Fumetto si domandava in quale forma potranno sopravvivere e prosperare i fumetti nel nostro mondo ultraveloce e interconnesso, e con avversari quali social network e console di videogiochi: forse questa rivista non sarà la risposta definitiva (e in quanto work in progress nemmeno vuole esserlo), ma è sicuramente un buon approccio alla domanda.
- nelle pagine iniziali di Maat c'è una citazione simpatica quanto dissonante ad un fumetto on-line: a pag. 14, nell'angolo in basso a destra della seconda vignetta, possiamo "ammirare" Braccio di Culo, protagonista dell' omonimo fumetto politically uncorrect creato da Emanuele Tenderini, di cui il colorista Robert Valcic è stato allievo.
domenica 30 maggio 2010
Surripediando.../3
Sotteso part.pass. nervoso.
Emostatico agg.s.m. giovane immobilizzato dal nichilismo.
Crocevia sost.s.m. movimento laico.
Curva di apprendimento loc.sost.s.f. gobba causata dallo star chini sui libri.
Scenario di guerra loc.sost.s.m. distesa sterminata.
domenica 2 maggio 2010
REALTA' E IMMAGINAZIONE /Pt.1
Ma non è certo la prima volta che realtà e fantasia si con-fondono...
continua su Foglie di Carta
venerdì 26 marzo 2010
Più le cose cambiano, più rimangono le stesse - Tentativi vari di cambiare lo status quo di personaggi Marvel ormai rodati e relativi dietrofront - 1

Nell' Universo Marvel, nel corso della sua esistenza, spesso gli autori hanno cercato di evolvere, al di là di meri cambi di costume, personaggi come i F.Q. e l'Uomo Ragno, characters che sono il fulcro stesso di quell'universo narrativo, e che i lettori identificano con i loro cliché come fossero un tutt'uno: cosa non molto lontana dalla verità, visto che l'Uomo Ragno evoca alla mente un povero sfigato buono e onesto fino al midollo, gli F.Q. una famiglia ("la" famiglia) unita nonostante alcuni screzi al suo interno, Thor una divinità facente parte di un pantheon di numerosi dèi e via dicendo.
Eppure tutti questi personaggi vivono in un mondo in perenne evoluzione, e prima che eroi sono persone: sarebbe più che legittimo che mutino, cambino idee, modo di relazionarsi fra di loro e con la gente "normale"...
continua su Omniverso 4 (da pagina 18)
lunedì 22 marzo 2010
Invece di scappare sempre più veloci dai nostri problemi, forse dovremmo lasciare che ci superino.
Best of racconti
Archivio blog
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Aforismi e Citazioni varie
- The beauty of the Internet is you can just pull a quote out of your ass and attribute it to whoever the fuck you want. (George Washington)
- Guerre stellari - lapide per un giocatore di videogame: Uccise tremila / astronavi spaziali / poi fu ammazzato / da una lambretta sui viali. (Stefano Benni)
- Editoria. Da guerre intestine, giornali di merda. (Massimo Bucchi)
- I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale. (Woody Allen)
- La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare”. Certo che non vogliono nuotare. Sono nati per la terra, non per l’acqua. E naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero. Già, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero può andare molto avanti, è vero, ma ha scambiato la terra con l’acqua e a un certo momento affogherà. (Herman Hesse)
- Un’anima triste può ucciderti più in fretta, molto più in fretta che un germe. (John Steinbeck, dal romanzo "Viaggio con Charley")
- Non confondere movimento e progresso. Un cavallo a dondolo continua a muoversi ma non fa nessun progresso. (Alfred A. Montapert)
- In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio, annoiatosi della noia, creò la terra, il cielo, l’acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta del paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio si annoiò di loro e li caccio dall’Eden. (Alberto Moravia, dal romanzo "La noia")
- Devo sempre mettermi in gioco se no è la fine. Se non ho stimoli io appassisco come un geranio al sole d'agosto. E' una necessità, la si ha dentro; è come avere sete. Uno beve perchè il fisico ha bisogno di liquidi e lo comunica con la sete. Io devo fare qualcosa di nuovo e diverso appena mi si presenta un minimo sintomo di noia o mancato entusiasmo. E' fisiologico. (Donald Soffritti)
- La vita oscilla fra il sublime e l’immondo con qualche propensione per il secondo. (Eugenio Montale)
- Ecco gli uomini! Se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede. (Samuel Beckett, dall' opera teatrale "Aspettando Godot")
- L’opinione pubblica, come una belva, ha bisogno di essere tranquillizzata a proposito di fatti che essa non voglia odiare, mentre ha bisogno di essere aizzata a proposito di fatti che essa vuole odiare. (Pier Paolo Pasolini)
- Primo messaggero: Sire, Sire, il popolo ha sete! Secondo messaggero: Sire, Sire: i mostri del fossato hanno fame! Sire: Intravedo una soluzione... [da "Il Mago Wiz" (in originale "Wizard of Id"), strip comica di Johnny Hart]
- Quando ti sembra di fare qualcosa di inutile, che non serve a niente, prima di smettere può forse essere utile pensare a questa cosa che ha scritto Raffaello Baldini: «se dovessimo buttare via tutto quello che, tutto quello che non serve a niente, non si può, neanche a volerlo, non si può, uno sguardo, per dire, incontri una bella ragazza, la guardi, a cosa serve? Alla televisione stai a vedere i campionati europei d’atletica, i cento metri, i duecento metri, il salto in alto, a cosa serve? O quando vengo giù dalla Marecchia, che è già notte, vedo San Marino e Verucchio che è tutta una luce, e sopra le stelle, delle volte mi fermo, si sentono tanti di quei grilli, a cosa serve?». O, in alternativa, a questa cosa di Edmond Rostand: «Cosa dite? È inutile? Lo so. Ma non ci si batte nella speranza del successo. So bene che alla fine mi metterete sotto; non importa. Io mi batto, io mi batto, io mi batto». (Paolo Nori - Decaloghi)
- Finirai per trovarla la Via... se prima hai il coraggio di perderti. (Tiziano Terzani, da "Un altro giro di giostra")
- Credo che uno debba fare il lavoro verso cui è più portato. E questo, malgrado tutto, è il lavoro che più mi piace di ogni altro al mondo. Mi piace perché amo scrivere, disegnare; perché amo sognare e raccontare i miei sogni. Perché voglio poter scegliere io i miei tempi di lavoro; perché mi permette una certa libertà di cui non posso fare a meno. Spero (ma so che è difficile e non ci conto), che prima o poi, continuando a impegnarmi, riuscirò a entrare nella rosa dei pochi autori pagatissimi, celebri e in grado di far sentire la propria voce. Per ora mi accontento dello stipendio di un impiegato di prima categoria… divertendomi molto di più. [Come si diventa autore di fumetti, Alfredo Castelli, 1983]
- Il cinema, nella sua espressione migliore, è una scena sostituita efficacemente dalla successiva. (George Stevens, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense)
- I don’t know why people are so keen to put the details of their private life in public; they forget that invisibility is a superpower. (Banksy, Graffiti Artist)
- La natura dell’uomo è capace tanto di cannibalismo quanto di critica della ragion pura. Non dobbiamo sempre pensare che l’uomo faccia ciò che è. L’uomo diventa ciò che fa (e perché lo faccia, lo sa Iddio). [Robert Musil, L’Europa abbandonata a se stessa (1922), ora in Sulla stupidità e altri scritti (Mondadori, 1986), pag. 105]
- Esseri testimoni di se stessi sempre in propria compagnia mai lasciati soli in leggerezza doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico mentale, è questa la grande prova l’espiazione, è questo il male. (Patrizia Cavalli - Poesie)
- Siamo uomini troppo distratti da cose che riguardano vite e fantasmi futuri | ma il futuro è toccare, mangiare, tossire, ammalarsi d'amore. (da "La Favola di Adamo ed Eva", canzone di Max Gazzé)
- Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta. (Henry Ford)
- e non è il destino, sei tu il tuo nemico (dalla canzone "So che presto finirà", dei Tre allegri ragazzi morti
- Se l'occhio non si esercita, non vede. Se la pelle non tocca, non sa. Se l'uomo non immagina, si spegne. (Danilo Dolci , da "Il limone lunare")
- Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. ("Ode alla Vita", poesia di Martha Medeiros erroneamente attribuita a Pablo Neruda)
- Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
- Nessuno ti restituirà i tuoi anni, nessuno ti restituirà un’altra volta a te stesso; il tempo andrà per la via su cui si è incamminato, e non tornerà indietro, nè arresterà il suo percorso; non farà rumore, non ti avviserà della sua velocità: scivolerà via silenzioso; non si prolungherà per editto di re o favore di popolo: correrà dal primo giorno così come è partito, non farà nessuna fermata, nessuna sosta. Che accadrà? Tu sei occupato, la vita si affretta; la morte, intanto, sarà già lì, la morte per cui, che tu voglia o no, devi trovare un momento libero. (Seneca, De Brevitate Vitae)
- Se fai ciò che hai sempre fatto, otterrai ciò che hai sempre ottenuto.
- Esitare va benissimo, se poi fai quello che devi fare. (Bertolt Brecht)
- Non è il più forte, né il più intelligente che sopravvive. Ma chi risponde meglio al cambiamento. (Charles Darwin)
- La natura dell’epifania è quella di cambiare l’universo senza spostare una virgola. (Joss Whedon, dall’introduzione al fumetto “Crisi d’Identità" di Brad Meltzer)
- If you don’t have enemies, you don’t have character. (Paul Newman)
- Il lato diabolico della malinconia è quello non solo di far ammalare le sue vittime, ma anche di renderle presuntuose e miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di essere come Atlante che da solo deve reggere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli enigmi del mondo, come se mille altri non sopportassero gli stessi dolori e non vagassero nello stesso labirinto. (Hermann Hesse)
- Sono sempre stato un malinconico con la vocazione di essere una persona allegra. (Fabio Volo, dal romanzo Un giorno in più)
- Gli altri pensano che il dolore sia una bomba che ti esplode nel cervello, ma non è così. Il dolore è come una bava di ragno che ti avvolge, e nemmeno la vedi, nemmeno la senti, finché non comincia a stringere e tagliarti la carne e entrarti dentro dappertutto. E’ un filo sottile, il dolore. Un filo rosso. E ci lega, ci stringe, penetra così a fondo che ci dimentichiamo di averlo dentro. Curiamo le cicatrici, come se fossero quelle il male. Poi un giorno, improvvisamente, il filo si tende, strappa tutto, apre la pelle. E se lo segui, se guardi dove va a finire, va a finire dentro a un altro. Un altro come te. Un altro che lo sa. (Paola Barbato, dal romanzo "Il filo rosso")
- Il cervello di ognuno di noi è come un giardino senza panchine: difficile è riposare, e facile che qualcuno faccia pipì sui nostri sogni. (Alessandro Bergonzoni)
- La regola della P: Prima Pensa Poi Parla Perchè Parole Poco Pensate Potrebbero Produrre Parecchie Puttanate!
- Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. (Bruno Munari, dalla raccolta di suoi brevi testi "Verbale scritto")
- Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere. (Umberto Eco)
- Leggere, come io l'intendo, vuol dire profondamente pensare. (Vittorio Alfieri, Del principe e delle lettere)
- Non leggete per contraddire e confutare, né per credere e accettar per concesso, non per trovar argomenti di ciarle e di conversazione, ma per pesare e valutare. (Francis Bacon, Saggi)
- Chi è normale non ha molta fantasia. (Edoardo Bennato)
- La Fantasia mette radici dove la realtà vuol morire. (James Joyce)
- Ai fini di una storia una cosa impossibile ma convincente è preferibile a una possibilità che non convince. (Aristotele)
- L’unica qualifica cui posso pensare della quale un uomo può ritrovarsi in possesso già alla nascita è quella di idiota. (Joseph Pulitzer)
- Courage is fear holding on a minute longer. (General George Patton)
- Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno. (Alessandro Bergonzoni)
- Verità e pubblicità spesso non vanno d’accordo. (Dylan Dog)
- Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di sì. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta a una specie di piatto di tagliatelle spirituali. (Charles Bukowski)
- L’unica paura che ho, è che tendo a sabotarmi quando sono sull’orlo della felicità… Nella mia giovane vita, ho notato che ogni volta che sto per raggiungere la vera felicità, una vocina dentro di me dice “non te lo meriti” e un’altra vocina dice “sono d’accordo”. (Lisa Simpson)
- Il modo migliore per difendersi da chi vi fa del male è non comportarsi come lui. (Marco Aurelio, Imperatore di Roma)
- La vera solitudine non è necessariamente limitata a quando si è soli. (Charles Bukowski)
- Love is the only remedy to a poisoned heart. (Diane Dinh)
- Ecco un’altra cosa vera. Nelle trincee quotidiane della vita da adulti l’ateismo non esiste. Non venerare è impossibile. Tutti venerano qualcosa. L’unica scelta che abbiamo è che cosa venerare. E un motivo importantissimo per scegliere di venerare un certo dio o una cosa di tipo spirituale - che sia Gesù Cristo o Allah, che sia YHWH o la dea madre della religione Wicca, le Quattro Nobili Verità o una serie di principi etici inviolabili - è che qualunque altra cosa veneriate vi mangerà vivi. Se venerate il denaro e le cose, se è a loro che attribuite il vero significato della vita, non vi basteranno mai. Non avrete mai la sensazione che vi bastino. E’ questa la verità. Venerate il vostro corpo, la vostra bellezza e la vostra carica erotica e vi sentirete sempre brutti, e quando compariranno i primi segni del tempo e dell’età, morirete un milione di volte prima che vi sotterrino in via definitiva. Sotto un certo aspetto lo sappiamo già tutti benissimo: è codificato nei miti, nei proverbi, nei clichè, nei luoghi comuni, negli epigrammi, nelle parabole; è la struttura portante di tutte le grandi storie. Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella consapevolezza quotidiana. Venerate il potere e finirete col sentirvi deboli e spaventati, e vi servirà sempre più potere sugli altri per tenere a bada la paura. Venerate l’intelletto, spacciatevi per persone in gamba, e finirete col sentirvi stupidi, impostori, sempre sul punto di essere smascherati. E così via. (David Foster Wallace, da "Questa è l’acqua")
- Vago attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi. (Cioran, da "Sillogismi dell’amarezza")
- Riflettere significa, come l’equivalente francese re-garder nel campo visivo, operare una torsione, una flessione del pensiero, manifestare un’esitazione, un arresto, tornare indietro, rivolgersi su di sé per pensare qualcosa che non era stato ancora pensato. Ciò comporta un secondo livello di pensiero che punta all’inconscio. (Jean Clair)
- Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica Aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. (Igor Sikorsky)
- Una constatazione che verifico, con mio grande rammarico, a ogni istante: sono felici solo coloro che non pensano mai, vale a dire coloro che pensano giusto il poco che basta per vivere. (Emil Cioran)
- Un uomo deve imparare molte cose, e quando non è più in grado di imparare diventa uno qualunque. (Francis Scott Fitzgerald)
- A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere. (Francis Scott Fitzgerald)
- Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente. (Francis Scott Fitzgerald dal romanzo "Tenera è la notte")
- Bisogna risolvere i problemi dall’interno. E’ sbagliato aspettare che qualcuno risolva i tuoi problemi. Bisogna saperli affrontare da soli per poter gestire al meglio la propria vita. (Shi De Yang, maestro Shaolin)
- E voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida. (Afterhours)
- L’Amore, non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l’altro s’allontana. L’Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; l’Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. (William Shakespeare)
- Si può essere tutto ciò che si vuole, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere. (Freddie Mercury)
- Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino. (Albert Camus)
- La gente non si accorge mai di nulla. (J.D. Salinger, “Il giovane Holden")
- In bilico tra tutti i miei vorrei, non sento più quell’insensata voglia di equilibrio. (dalla canzone “Estate” dei Negramaro)
- L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene… il presente ci sfugge. (Gustave Flaubert)
- Normalità altro non è che la media d’infinite anormalità. (Tito Baldan)
- Parlare continuamente non significa comunicare. (Joel in "Eternal Sunshine Of The Spotless Mind" aka “Se mi lasci ti cancello”)
- Ho incontrato per la via un giovane poverissimo che era innamorato. Aveva un vecchio cappello, la giacca logora, l’acqua gli passava attraverso le suole delle scarpe e le stelle attraverso l’anima. (Victor Hugo)
- Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che è suo dovere. (da Caesar and Cleopatra)
- Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte. (François Truffaut)
- Se la vita ha un senso, dev’essere il senso dell’umorismo. (Leo Ortolani, da Rat-Man Collection)
- Solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai. (Indro Montanelli)
- That’s the whole problem with science. You’ve got a bunch of empiricists trying to describe things of unimaginable wonder. (Bill Watterson, da Calvin & Hobbes)
- Diffida dell’uomo a cui piace tutto, di quello che odia tutto e, ancora di più, di colui che è indifferente a tutto. (J.K. Lavater)
- Two things significantly distinguish human beings from the other animals: an interest in the past and the possibility of language. Brought together they make a third: art. (Jeanette Winterson)
- Everything you can imagine is real. (Picasso)
- Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)
- Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovo occhi. (Andrea Pazienza)
- Maria fu assunta in cielo perché piena di grazia e madre di uno dei soci di maggioranza. (da "Comix")
- Come chiami un uomo che sposa un altro uomo? Parroco. (Benny Hill)
- Ho deciso di costruirmi qualcosa di solido... ho portato anche secchiello e paletta! (da "I Lunnis")
- Alberto Sordi incontra nel cortile della Ponti-De-Laurentiis uno sceneggiatore: "Che stai a ffà?". "Lavoro. Scrivo un copione." Alberto: "Comico?" L'altro: "No, drammatico". Alberto: "Allora te stai a riposà". (citato da Nanni Loy)
- Ho pensato a quanto spiacevole sia essere chiusi fuori; e ho pensato a quanto sia peggio essere chiusi dentro. (Virginia Woolf)
- La distanza che si è incuneata tra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe o le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, l’ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto. E ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte e mai una volta che vi sia entrato. (J. Safran Foer, da "Molto forte, incredibilmente vicino")
- Tutta la conoscenza, originariamente e secondo la sua essenza, è al servizio della volontà. Il punto di partenza della conoscenza non è altro se non volontà oggettiva. (Arthur Shopenhauer)
- Non bisogna appoggiarsi troppo ai principi, perché poi si piegano. (Leo Longanesi)
- L’intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l’assurdo. (Nicolás Gómez Dávila)
- Le idee stupide sono immortali: ogni nuova generazione le inventa di nuovo. (Nicolás Gómez Dávila)
- Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli.
- Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare. (Francesco Guccini, da "Quattro stracci")
- LA VITA. Se cerco di modellare la mia vita su quella di qualcun altro, finisco per sprecarla riproducendo le cose per puro e vacuo spirito di accettazione. Ma se vivo la vita a modo mio e faccio in modo che gli altri artisti mi influenzino solo come riferimenti esterni o come punti di partenza, posso costruire una consapevolezza ancora maggiore invece di restarmene qui inattivo. Se sarò in grado di capire questo e di metterlo in pratica mi sarà d’aiuto, ma ho di nuovo paura… Vorrei soltanto essere più sicuro di me e cercare di scordare tutti i miei stupidi preconcetti e le idee sbagliate e limitarmi a vivere. Semplicemente vivere. Finché non morirò. (29 aprile 1977) (Keith Haring, da "Ho dodici anni e non crescerò mai - La pittura. L’ispirazione. Il denaro. Il sesso. La paura dell’Aids. Nel racconto quotidiano di uno dei pittori più geniali del ‘900")
- Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola. (Cesare Pavese)
- La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’uno e dell’altra. (Alessandro Manzoni)
- Le informazioni sono ciò che da forma e stabilità all’universo. Se le eliminiamo, otteniamo un cerchio perfetto d’assenza, uno spazio in cui non c’è niente perchè la materia e l’energia in esso contenute non sanno più come comportarsi e smettono semplicemente di esistere. (Il mondo dopo la fine del mondo - Nick Harkaway)
- Il pessimista si lamenta al vento, l’ottimista aspetta che il vento cambi, il realista aggiusta le vele.
- Un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi. (Franz Kafka)
- Abbi ben chiara la cosa da dire: le parole verranno (Catone il censore)
- Lo scrittore realizza un Mondo Secondario nel quale la vostra mente può entrare. All’interno di esso, ciò che egli racconta è vero: si accorda con le leggi di quel mondo. Perciò voi credete a esso […]. Nel momento in cui la non credibilità sorge, l’incanto è spezzato, la magia, o piuttosto l’arte, ha fallito. A quel punto siete di nuovo fuori nel Mondo Primario, guardando il piccolo, abortito Mondo Secondario dall’esterno. (J.R.R. Tolkien)
- Partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri. (Rino Gaetano, dalla canzone "Ti ti ti ti")
- Come fiori belli e colorati, ma senza profumo, sono le dolci parole che non concordano con le azioni (Budda)
- Non so se mamma aveva ragione, o se ce l’ha il Tenente Dan… non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento. (Forrest Gump)
- Non avessi mai visto il sole/ avrei sopportato l’ombra/ ma la luce ha aggiunto al mio deserto/ una desolazione inaudita. (Emily Dickinson)
- Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima. (Lev Nikolaevič Tolstoj)
- Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico (Piero Calamandrei)
- Abolire la discussione è come lasciare il liquido immobile in un bicchiere: marcisce e avvelena chi lo beve. Quanto liquido marcio ha bevuto in venti anni l’Italia? Se non è morta, è un miracolo. (Indro Montanelli sul Corriere della Sera, 25 luglio 1943)
- Ogni persona è un abisso... vengono le vertigini a guardarci dentro. (Roberto Benigni)
- La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto… Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere. (Sándor Márai)
- Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti, ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare. (Stephen King, da Stand by me)
- Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano. (Henry Ford, imprenditore)
- Tutti siamo speciali. Tutti siamo eroi, innamorati, giullari, antagonisti. Tutti. (da "V for Vendetta", Graphic Novel di Alan Moore)
- Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Michael Jordan)
- l talento è la base di partenza di un vincente che lavora sui propri limiti per tramutarli in abilità e utilizza queste abilità per realizzare i suoi obiettivi. (Larry Bird)
- Grandezza significa: imprimere una direzione. – Nessun fiume è grande e ricco di per sé, ma è il fatto di ricevere e convogliare in sé tanti affluenti a renderlo tale. Ciò vale anche per ogni grandezza dello spirito. Importa solo questo: che uno imprima la direzione che poi tanti affluenti dovranno seguire, e non che uno possieda sin dall’inizio capacità grandi o piccole. (Friedrich Nietzsche)
- Tu devi avere fiducia nella qualità di ciò che sai, non nella quantità. (maestro Miyagi-san, da Karate Kid)
- Nathaniel: ti aggrappi al dolore come se significasse qualcosa, come se valesse qualcosa. non vale un cazzo. liberatene! ha milioni di possibilità e riesce solo a lamentarsi… puoi fare quello che ti pare, somaro, sei ancora vivo! che cos’è in confronto un po’ di dolore? David: non può essere così semplice. Nathaniel: e se invece lo fosse? [da Six Feet Under (4x12)]
- Se non fai niente la paura aumenta. La speranza la devi costruire, la speranza è una capacità. Se riesci ad immaginare di poter fare qualcosa, sei libero di costruirtela. Se non lo fai, se ti rassegni al realismo, sei miseria. (Marco Paolini, dallo spettacolo Miserabili)
- Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti… Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto… mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta… ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh? Ancora una volta sulla breccia cari amici?… ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile… non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d’ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine “orario delle visite” non si applica a te. Non sai cos’è la vera perdita, perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma, sei un genio Will, chi lo nega questo. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo? Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa, non c’è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa mi affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo vero campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. A te la mossa capo. (da Will Hunting - Genio ribelle)
- C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. (Henry David Thoreau)
- Non pretendiamo che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo. La crisi è la migliore benedizione che possa capitare alle persone, e ai Paesi, perchè la crisi porta con sé il progresso. La creatività nasce dall’angoscia, così come il Sole nasce dalla notte scura. Nei periodi di crisi si sviluppano l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi insuccessi e la sua povertà disprezza il suo talento e rispetta di più i problemi che le soluzioni. La crisi vera è la crisi dell’incompetenza. Il problema delle persone è la pigrizia nel trovare vie d’uscita e soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita diventa routine, una lenta agonia. Sono le crisi che fanno affiorare il meglio da ognuno di noi, perchè senza crisi “il vento è una carezza”. Parlare della crisi significa promuoverla, non parlarne durante una crisi significa esaltare il conformismo. Invece di fare questo lavoriamo duramente. Mettiamo fine all’unica crisi che è davvero una minaccia per tutti: la tragedia di non volere lottare per superarla ! (Albert Einstein)
- Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati. (Pastorale Americana, Philip Roth)
- Scherzando scherzando pulcinella dice la verità.
- Io penso che la creazione, in gran parte, è il risultato della capacità autocritica di un artista; spesso è proprio il senso critico a rendere un pittore meglio di un altro, non più dotato, ma con un senso critico più forte. (Francis Bacon)
- Volete scrivere? Imparate la grammatica, la sintassi, la consecutio temporum, l’italiano, abbiate curiosità per le parole che non conoscete, imparate ad esprimere in cinque parole un concetto che ne necessita sei. Una volta imparata la sintesi potrete spaziare in descrizioni infinite. Aggiungere è uno scherzo, sottrarre un’arte. Tutte queste cose però non servono, se non siete dei narratori, degli affabulatori. Se non sapete raccontare una barzelletta, o un aneddoto. Se non sapete catturare l’attenzione solo con le vostre parole, scritte o dette che siano, lasciate perdere. La scrittura è un’arte, non una tecnica. Ha bisogno ANCHE della tecnica, ma se non avete il dono dell’affabulazione siate sinceri con voi stessi. E lasciate perdere. Ma se il dono c’è, allora non mollate, perchè questo mondo fa abbastanza schifo e abbiamo bisogno di qualcuno che ci racconti una storia a cui credere, anche solo per una manciata di minuti. (Paola Barbato)
- La verità è sempre nuda, basta questo per capire che razza di zoccola è. (Andrea Pazienza)
- Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media. (Charles Bukowski)
- Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende la proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così. (da un discorso di Pericle)
- L’abitudine è l’abitudine, e non si può sbatterla fuori dalla finestra: bisogna, a forza di persuasione, farle scendere le scale un gradino alla volta. (Mark Twain)
- Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole [F. DeAndré, Un Matto (Dietro ogni scemo c'è un villaggio)]
- Che cosa hanno fatto i posteri per me? (Woody Allen)
- La televisione è un apparecchio che ha trasformato la cerchia familiare in un semicerchio. (Gigi Proietti)
- E’ un punto fondamentale della regia. Mi sembra che le cose vadano spesso così nella vita. Gli uomini non esprimono i loro pensieri più profondi, cercano di leggere nello sguardo dei loro interlocutori e spesso si scambiano delle banalità cercando di indovinare qualcosa di profondo e di sottile. (Alfred Hitchcock)
- L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti. ( Lettere luterane, Pier Paolo Pasolini)
- Così i grandi monumenti si alzano come dighe, opponendo la logica della maestà e dell’autorità a tutti gli elementi torbidi: è sotto la forma delle cattedrali e dei palazzi che la Chiesa e lo Stato si rivolgono e impongono silenzio alle moltitudini. (G. Bataille)
- Noi diventiamo quello che facciamo finta di essere sicché dobbiamo stare molto attenti a quel che facciamo finta di essere. (Kurt Vonnegut)
- Il valore delle parole non sta in ciò che racchiudono, ma in ciò che liberano. (Giorgio Angelo Livraga)
- The creative process is a cocktail of instinct, skill, culture and a highly creative feverishness. It is not like a drug; it is a particular state when everything happens very quickly, a mixture of consciousness and unconsciousness, of fear and pleasure; it’s a little like making love, the physical act of love. (Francis Bacon)
- Per quanto sia alto il trono, rimani pur sempre seduto sul tuo culo. (Montaigne)
- Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno. (Ennio Flaiano)
- Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso. (Robert Frost)
- Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo. a meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo. se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo. se lo fai solo per soldi o per fama, non farlo. se lo fai perché vuoi delle donne nel letto, non farlo. se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo. se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo. se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere. se devi aspettare che ti esca come un ruggito, allora aspetta pazientemente. se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro. se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto. non essere come tanti scrittori, non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori, non essere monotono o noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’auto- compiacimento. le biblioteche del mondo hanno sbadigliato fino ad addormentarsi per tipi come te. non aggiungerti a loro. non farlo. a meno che non ti esca dall’anima come un razzo, a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o al suicidio o all’omicidio, non farlo. a meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere, non farlo. quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te. non c’è altro modo. e non c’è mai stato (Charles Bukowski, E cosi vorresti fare lo scrittore?)
- Il fatto che un’opinione sia ampia e condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. (Bertrand Russell)
- Tutti coloro che scrivono sanno soprattutto una cosa: più è facile da leggere, più difficile è stato scriverlo. (Joseph O'Connor)
- Life isn’t divided into genres. It’s a horrifying, romantic, tragic, comical, science-fiction cowboy detective novel. You know, with a bit of pornography if you’re lucky. (Alan Moore)
- Essere stupidi è come essere morti: tu non lo sai, ma gli altri sono molto tristi per te.
- Il candidato deve essere bello, in qualche modo, o virile o paterno. Deve saper intrattenere il pubblico senza annoiarlo. Il pubblico, avvezzo alla televisione e alla radio, vuole lasciarsi distrarre, e non ama che gli si chieda di concentrarsi, di compiere una lunga fatica intellettuale. Perciò i discorsi del candidato-attore devono essere brevi e scattanti. I grandi problemi del mondo debbono essere liquidati in cinque minuti al massimo; magari (perchè il pubblico non vede l’ora di passare ad argomento più vivace dell’inflazione o della bomba H) in sessanta secondi netti. La natura dell’oratoria è tale che fra i politici e i chierici c’è sempre stata la tendenza a semplificare le questioni complicate. Dalla tribuna o dal pulpito anche al più coscienzioso degli oratori è difficile dire tutta la verità. I metodi che si usano oggi per vendere il candidato politico, come se fosse un deodorante, danno all’elettorato questa garanzia: egli non sentirà mai dire la verità, su niente. (Ritorno al mondo nuovo, Aldous Huxley)
- Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio. Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito. Fa in modo che la tua immaginazione lentamente avvizzisca. Finché non diventa utile come la tua appendice. Fa in modo di colmare la tua attenzione sempre e comunque. Questo significa lasciarsi imboccare ed è peggio che farsi spiare. Nessuno deve più preoccuparsi di che cosa gli passa per la testa, visto che a riempirtela in continuazione ci pensa già il mondo. Se tutti quanti ci ritroviamo con l’immaginazione atrofizzata, nessuno mai costituirà una minaccia per il mondo. (Ninna Nanna, Chuck Palahniuk)
- Forse Alan Turing avrebbe dovuto porsi un altro quesito nella propria ricerca: anziché chiedersi se esista l’intelligenza artificiale, domandarsi se ve ne sia a sufficienza di quella naturale. (Paolo Attivissimo)
- Il culto, la religione, l’idolatria della vita-per-la-vita in astratto può significare oblio e disprezzo completi, addirittura feroci, per le vite in concreto, la tua, la mia, le nostre una per una. In questo falso amor vitae il dolore fisico e psichico, la realtà della mente e del piano mentale non hanno luogo, sono là ma privi di passaporto, diventano «razza maledetta» esclusa da ogni riconoscimento, «intoccabili». La vita ad ogni costo non ascolta gli urli di là dal muro, non indaga quel che c’è dentro o intorno o sopra un letto, è una specie di complicità oscura con la faccia più improvvida della morte, ed è sempre così quando un principio astratto perverte o fa scempio dell’esperienza. Pietà in astratto assoluta si fa, qui nei rigagnoli del fermento, gridante empietà. Ascoltare le vite ad una ad una è vera pietà. (Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere)
- Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano, mentre le piccole ci restano impigliate. (Honoré de Balzac)
- Death is more universal than life; everyone dies but not everyone lives. (A. Sachs)
- Il problema è che se non rischi nulla, rischi ancora di più. (Erica Jong)
- Il vero casino della vita, pensò, era dover fare i conti con i problemi altrui. (Charles Bukowski)
- Potei sperimentare che l’uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso; e del male che egli può fare a gli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa e di tutto il male ch’egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa. (Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello)
- Preferisco scrivere perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico ad essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno ad eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto (Italo Calvino)
- La pazzia, signore, se ne va a passeggio per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda. (William Shakespeare)
- Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo. Non avevo più l’età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere calde lacrime. E’ una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento. (Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie)
- Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti (Skiantos)
- La somma dell’intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento. (Assioma di Cole)
- Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai! (Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)
- Se stai morendo, scappa. Se stai soffrendo, datti una mossa. Non esiste altra legge che il movimento. (A. Nothomb, Né di Eva né di Adamo)
- Così come nessun uomo libero dovrà rendere conto della religione che ha scelto di professare, allo stato o a nessun altro uomo, e potrà liberamente partecipare al proprio culto, nei modi e nei tempi che predilige, così nessuna chiesa potrà immischiarsi nella legge dello stato, ostacolarne l’applicazione, esortare i fedeli a disobbedire ad essa o rinnegarla, imporre decime o prelievi di denaro ai fedeli. Una chiesa che agisse in tal modo perderebbe ogni diritto a predicare davanti agli uomini la parola di Dio, facendosi appendice mostruosa della tirannide che abbiamo voluto rovesciare, e il cui rovesciamento è stato guadagnato con le armi dei patrioti. (Thomas Jefferson)
- Sia il riso che il pianto sono reazioni alla frustrazione e alla stanchezza. Io personalmente, preferisco ridere. C’è meno da risistemare dopo. (Kurt Vonnegut)
- L'acume geniale è l'uso acuto dell'acume (Novalis)
- La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. (Albert Einstein)
- Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi? (Aristotele)
- La gentilezza è rivoluzionaria. (Michele Serra)
- È cattiva la gente che non ha provato il dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno. (Carlo Cassola)
- Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. (Cesare Pavese)
- Una maschera fragile come il vetro le persone indossano e il loro vero volto nascondono. (dall'anime "Il grande sogno di Maya")
- Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono. (Ray Bradbury - Fahrenheit 451)
- E' mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi. (Friedrich Nietzsche)
- Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguali sentimenti, di uguale pensiero. (Novalis)
- Guarda me! Tutti dicevano che ero stupido, ma io l'ho dimostrato! (Fry dalla serie animata Futurama, di Matt Groening)
- Mi contraddico? Ebbene sì. Mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini. (Walt Whitman)
- Una persona è un poeta se le difficoltà insite nella sua arte gli suggeriscono delle idee. Se invece lo privano di idee, allora vuol dire che non è un poeta. (Paul Valéry)
- E’ tutto così intriso di morte maledizione. La gente canta e ride. Legge un messaggio e ride. Osserva una scena drammatica al Cinema e? Ride. La gente si mette davanti alla telecamera e ride. La gente sorseggia il prosecco e ride. La gente incontra un secondo lei essere inferiore e a) ne ha repulsione o b) ride. La gente è morta e ride. (William Dollace)
- Non sento attrazione per la ragazza seminuda in televisione / prende una torta in faccia muta poi ride alla battuta fatta da un vecchio che fa il figo / non sento l’umorismo ma vedo bene la libido / vedo la regia che zoomma sulle mutandine /mamma non si indigna, è in prima fila li che ride / non sento compassione, quindi penso che le piace / non sento femministe perché il femminismo tace / non mi sorprende niente in questo sesso nip and tuck / i trans sembrano donne e le donne sembrano trans (J.AX dalla canzone "Aumentaci le dosi", dall'album Rap & Roll)
- Certo che non voglio vivere tra la turba; la mediocrità mi fa una paura mortale; ma io voglio alzarmi e farmi grande ed eterno coll’ingegno e collo studio: impresa ardua e forse vanissima per me, ma agli uomini bisogna non disanimarsi né disperare di loro stess (Giacomo Leopardi)
- È meglio accendere una candela piuttosto che maledire il buio. (Lao-Tzu)
- Non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada. (Confucio)
- Sullo schermo si svolgeva la trama di una telenovela, una delle preferite dalla madre di Rawles. Una storia di medici e infermiere. Grandi teste intente a parlare di un figlio illegittimo. Le telenovele erano tutte primi piani e illegittimità. In una telenovela non si vedeva mai un campo lungo. Nelle telenovele non si vedeva mai qualcuno che non fosse un bastardo. Spettacoli per le ore diurne, li chiamavano. Come chiamare tecnico della sanità l'uomo della spazzatura. (Ed McBain, dal romanzo "Quando Sarah si veste di giallo"
- I Diritti Imprescrittibili del lettore: 1 - Il diritto di non leggere. 2 - Il diritto di saltare le pagine. 3 - Il diritto di non finire un libro. 4 - Il diritto di rileggere. 5 - Il diritto di leggere qualsiasi cosa. 6 - Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa). 7 - Il diritto di leggere ovunque. 8 - Il diritto di spizzicare. 9 - Il diritto di leggere a voce alta. 10 - Il diritto di tacere. (Daniel Pennac)
- Le tre leggi fondamentali della "Percezione del Progresso": 1 - Tutto quello che si trova nel mondo alla tua nascita è dato per scontato. 2 - Tutto quello che viene inventato tra la tua nascita e i tuoi trent'anni è incredibilmente eccitante e creativo e se hai fortuna puoi costruirci sopra la tua carriera. 3 - Tutto quello che viene inventato dopo i tuoi trent'anni è un'offesa all'ordine naturale delle cose, è l'inizio della fine della civiltà e solo dopo essere stato in circolazione per almeno dieci anni torna a essere abbastanza normale. (Douglas Adams)
- E' impossibile svegliare chi fa finta di dormire. (Proverbio navaho)
- Ho sciupato il tempo, e ora il tempo sciupa me. (W.Shakespeare, "Riccardo II")
- Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto. (Italo Calvino)
- L’artista, il Poeta, il Musicista, lo Scrittore, nell’Immaginario è colui che possiede l’ariete con la quale sfonda teorie consolidate. L’artista svergina menti con l’acutezza e la profondità del suo Atto-Pensiero. L’artista plasma gli elementi per infilare la lingua in bocca all’immortalità e cacare sulla mediocrità. L’artista penetra più a fondo di tutti. I suoi assoli fan pensare a salti nel vuoto con il paracadute di pastafrolla. A Ghiacciai di rose. A Concimaie di Cioccolato. L’artista raccoglie le lacrime degli esseri umani e ne fa pioggia battente. Simula l’incontro con l’ultraterreno. Circuisce i cavidotti cerebrali per farne autostrade di serotonina. Sgancia bordate di cui è bello soffrire. L’artista soffre. Trasfigura. L’artista piange testardamente. L’artista spara pallottole d’argento e infila paletti di frassino in inconsapevoli ed ignari cuori pronti a mostrare di nuovo il petto. (W. Dollace)
- Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto. (Vincent Van Gogh)
- Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)
- "L'ozio è il padre dei vizi"... Quando persone poco sagge non trovano niente da fare, riescono a combinare solo cose cattive. Per dirla con altre parole, chi punta a un proprio obiettivo non ha tempo per fare danni. (Koichi Kawato, dal manga ROOKIES di Masanori Morita)
- L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino - Le Città Invisibili)
- Un corpo dolorante reclama il diritto di essere stronzo. (dal fumetto AABARSON & IAPOCE - AGENZIA DI PUBBLICITà, di Cristiano B.)
- Dimenticare il dolore è difficilissimo, ma ricordare la dolcezza lo è ancor di più. La felicità non ci lascia cicatrici da mostrare. Dalla quiete impariamo così poco. (Chuck Palahniuk, dal romanzo Diary)
- Il problema è che è difficile vivere senza qualcuno che ti apprezzi, è una cosa naturale, qualcuno che ogni tanto ti dica che Einstein e Mozart ti fanno una pippa, che sei il vertice dell’evoluzione della specie, cose così. Bertrand Russel diceva che si vive meglio quando ci si rassegna all’idea di essere delle schiappe, che è indispensabile per essere felici e via dicendo. Facile dirlo quando sei Bertrand Russel, per tutti gli altri c’è l’autocelebrazione. (Smeriglia da http://sviluppina.co.uk/lusingato-e-abbandonato/)
- Anche un maiale riesce a salire su un albero quando viene adulato. (Odate Buta, mascotte robotica suiniforme del Trio Dronbo, protagonisti dell'anime Yattaman)
- Dopodiché si fece molto tardi, dovevamo scappare tutt’e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era – e di quanto fosse divertente solo conoscerla… e io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete… quella dove uno va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo. Crede di essere una gallina.” E il dottore gli dice: “Perché non lo interna?” E quello risponde: “E poi a me le uova chi me le fa?” Be’, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali e pazzi e assurdi e… ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova. (Woody Allen in “Io e Annie”)
- È terribile! Lei gli sta annodando il cappio e lui ci sta infilando dentro la testa! D'altronde è questo l'amore. (Professor Farnsworth dalla serie animata Futurama, di Matt Groening)
- L'amore è come la fascia di ozono! Ti accorgi di lui solo quando non c'è più! (Frank Drebin, da Una pallottola spuntata 2½: l'odore della paura)
- Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. (Lucio Anneo Seneca)
- Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto. (Oscar Wilde)
- Colui che chiede è uno stupido per cinque minuti. Colui che non chiede è uno stolto per sempre. (proverbio cinese)
- Essere anormali spesso vuol dire essere grandi, essere normali spesso vuol dire essere stupidi. (Oscar Wilde)
- Il tempo ticchetta e noi invecchiamo. Prima ancora di rendercene conto, ne è già passato fin troppo, e ci siamo persi l’occasione per lasciarci ferire dagli altri. Quando ero più giovane, mi sembrava una grande fortuna; ora che sono più vecchio mi sembra solo una tragedia silenziosa. (Douglas Coupland)
- Non esistono ostacoli troppo grandi. Esistono solo motivazioni troppo piccole. (Arcibaldo, da RAT-MAN COLLECTION)
- Un'intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza. (Snoopy, da PEANUTS)
- Se Potessi se Facessi se Volessi erano tre fessi.
- Chi tempo ha e tempo aspetta, perde l'amico e danari non ha mai. (Leonardo da Vinci)
- L'uccello pigro non cattura neppure il verme pigro! (Snoopy, riferito a Woodstock, da PEANUTS)
- L'esperienza ci informa che la prima difesa degli spiriti deboli è recriminare. (Samuel Taylor Coleridge)
- Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere. (Albus Silente, da HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE)
- "Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!" (Confucio)
- Se una cosa la vuoi, una strada la trovi. Se una cosa non la vuoi, una scusa la trovi. (Proverbio africano)
- Leggo per legittima difesa. (Woody Allen)
- Non siamo definiti dai nostri limiti o da quelli che ci vengono imposti. Siamo definiti dal modo in cui quei limiti cerchiamo di aggirarli, scavalcarli, scardinarli e spostarli più avanti. O dalla maniera in cui, invece, soggiaciamo ad essi. (Roberto Recchioni)
- Se la tua vita è deprimente e miserabile perché hai dato retta a tua madre, tuo padre, tua sorella, al tuo prete o a qualche tizio in tv che ti diceva come stare al mondo, allora te lo meriti. (Frank Zappa)
- A volte la differenza fra star bene e star male è piccolissima ed è anche una questione di volontà. (Giorgio Gaber)
- Anche un fottuto fidiputt deve essere fedele a qualcosa! (da LOBO)
- Ad ogni minuto noi siamo gravati dall'idea e dalla sensazione del tempo. E non vi sono che due mezzi per scappare a questo incubo, per dimenticarlo: il piacere e il lavoro. Il Piacere ci usa. Il Lavoro ci fortifica. Scegliamo. Più ci serviamo di uno di questi mezzi, più l'altro ci ispira la ripugnanza. Non si può obliare il tempo che servendosene. Tutto non si fa che poco a poco. (Charles Baudelaire)
- Quando si riesce a prendere una decisione chiara,è sempre un evento positivo. Sia che questo venga direttamente da te, sia che qualcuno ti abbia aiutato a farlo. (dal manga MOKKE di Takatoshi Kumakura)
- La vita non sempre ha una battuta risolutiva. (dal fumetto MEGATOKYO di Fred Gallagher & Rodney Caston)
- Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia. (Confucio)
- Scrivere equivale a viaggiare, senza la seccatura dei bagagli (Emilio Salgari)
- Scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla. È tornare a casa. Lo stesso che leggere. Chi scrive e legge realmente, cioè solo per sé, rientra a casa; sta bene. Chi non scrive o non legge mai, o solo su comando – per ragioni pratiche – è sempre fuori casa, anche se ne ha molte. È un povero, e rende la vita più povera. (Anna Maria Ortese, da un'intervista del 1977, ora in Corpo Celeste, Adelphi, 1997)
- Non scriviamo e leggiamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore.. sono queste le cose che ti tengono in vita. (John Keating dal film "L'attimo fuggente")
- Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile. (Karl Popper)
- Nessuna lacrima nello scrittore, nessuna lacrima nel lettore. (Robert Frost)
- Quelli che non vogliono imitare qualcosa, non producono nulla. (Salvador Dalí)
- Si scrive perché si cerca compagnia, poi si pubblica perché gli editori danno un po' di denaro. (Anna Maria Ortese)
- La conoscenza di differenti letterature è il modo migliore per liberare se stessi dalla tirannia di una di quelle. (José Martí)
- Come faccio a far capire a mia moglie che anche quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando? (J.Conrad)
- Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile. (Fabrizio De André)
- Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole. (Ennio Flaiano)
- Non so quale sia la chiave del successo, ma la chiave del fallimento è il cercare di piacere a tutti. (Bill Cosby)
- Crediamo solo a ciò che vediamo; per questo, da quando c'è la t.v., crediamo a tutto. (Dieter Hildebrandt)
- Se non incontri mai qualcosa che ti offende, significa che non vivi in una società libera. (dallo spettacolo BOLLITO MISTO CON MOSTARDA di Daniele Luttazzi)
- La Satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, quando ci pensi. (Lenny Bruce)
- La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto. (Alberto Sordi)
- Vi sono degli stati sociali in cui governano i più intelligenti: è il caso dei babbuini. (Konrad Zacharias Lorenz)
- A proposito di quella giornalista secondo cui io sarei dislessico, beh, io non l’ho mai intervistata. (George W. Bush)
- Un senatore romano: Oh colleghi membri del Senato Romano, uditemi: dovremo continuare a costruire un palazzo dopo l’altro per i ricchi, o dovremo aspirare al molto più nobile proposito di fare case decenti per i poveri? Qual è il vostro voto? Il senato di Roma [in coro]: Fanculo i poveri! Il senatore: Approvo! (dal film "La pazza storia del mondo", diretto e interpretato da Mel Brooks)
- Il cliente, il pubblico, è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente. (Silvio Berlusconi)
- Disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera! (Paperino/Paperinik dalla storia "Paperinik il diabolico vendicatore")
- E’ di gran moda oggi far la puttana in Italia. Tutti fanno la puttana. Il Papa, il Re, Mussolini, i nostri amati Principi, i cardinali, i generali, tutti fanno la puttana in Italia. (…) E’ sempre stato così, sarà sempre così. Ho fatto anch’ io la puttana per molti anni, come tutti gli altri. Poi quella vita m’è venuta a schifo mi son ribellato, son finito in galera. Ma anche finire in galera è un modo di far la puttana. Anche far l’eroe, anche pugnare per la libertà è un modo di far la puttana, in Italia. Anche dire che questo è una menzogna, un insulto per tutti coloro che sono morti per la libertà è un modo di far la puttana. Non c’è scampo… (Curzio Malaparte, dal suo romanzo Kaputt)
- È ovvio che… l’omicidio di questi… di questi ragazzi è una vera tragedia ma… che cazzo volete, succede! (Sceriffo, dal film "Scary Movie", di Keenen Ivory Wayans.)
- Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che - posto che la mia asserzione non può essere confutata - dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente. (Bertrand Russell)
- Non mi limito non mi vincolo / con le tue definizioni sei ridicolo / sei patetico quando vuoi fare il giudice / quando dici che non sono responsabile / pensi che l’autonomia sia da dominare / che "ciò che mi piace" sia sinonimo di "male" / la tua perversione non ti fa capire / che il rispetto non è scritto nel tuo codice civile (Magazzini Della Comunicazione dalla canzone "Codice Civile", dall'album Codice 1701)
- I miti sono importanti. I giovani hanno bisogno di t-shirt in cui credere. (ELLEKAPPA, alias Laura Pellegrini)
- Non puoi mica scrivere "Tette e Culi" su un'insegna. Perché no? Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le parole ad essere sporche. Mettiamo che l'insegna dica Tuchuses e Nay-nays. Va già meglio. Interessante. Vediamo in latino avrà anche maggior austerità: Gluteus Maximus et Pectorales majores ogni sera. Così sì, ch'è pulito. (da COME PARLARE SPORCO E INFLUENZARE LA GENTE di Lenny Bruce)
- Le merde che si incontrano a volte si pestano e a volte si salutano. (Eros Drusiani)
- Chi rifiuta il sogno, si masturba con la realtà. (Ennio Flaiano)
- Sneocdo uno sdtiuo dlel’Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l’umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee… gutsio? (da uno studio dell' UNIVERSITà DI CAMBRIDGE)
- Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti. (Jean-Jacques Rousseau)
- Avere una grande cultura non significa essere intelligente. (Eràclito)
- Parla in modo sensato ad uno stupido e questi ti chiamerà stupido. (Euripide)
- Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)
- Non so che cosa non va nella gente: non imparano usando l'intelligenza, ma solo meccanicamente o giù di li. Il loro sapere è così fragile. (Richard Feynman, da Sta scherzando, Mr. Feynman)
- Restare attaccati alla rabbia provoca soltanto muscoli in tensione. (Joan Lunden)
- Dio giudica l'albero dai frutti, non dalle radici. (Sconosciuto)
- Con quanti nomi puoi chiamare Dio? Puoi chiamarlo in mille maniere: Dio, Visnù, Budo, Ernsto, Carisma, Giove, Allah. Tanto non ti risponde. (Corrado Guzzanti)
- Carcarlo Pravettoni, sue le frasi guida per i giovani imprenditori: "OBIETTIVO QUALITÀ"; "CONQUISTARE UTENTE"; "PERSO CUCCHIAIO PAPPA". (Walter Fontana)
- Un cane insegna ai ragazzi il significato di fedeltà, della perseveranza, e di girare su se stessi tre volte prima di sdraiarsi. (Robert Charles Benchley)
- I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pacman avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva. (attribuita a Kristian Wilson della Nintendo inc. nel 1989 ma in realtà pronunciata dal comico inglese Marcus Brigstocke)
- Sono ottimista: un giorno la Terra servirà a concimare un pianeta lontano. (Francesco Tullio Altan)
- Se non avessi il senso dell’umorismo mi sarei suicidato molto tempo fa. (Mahatma Gandhi)
- Legge di Weiler: Nulla e' impossibile per colui che non deve farlo.
- Gabbia de' matti è il mondo. (Tommaso Campanella)
- L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari. (Antonio Gramsci)
- Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto. (Howard Phillips Lovecraft )
- Chi ha paura si sente più sicuro nel male che nel bene. (Ernst Wiechert)
- Non guardare Devilman diventi violento, | non leggere Spiderman, diventi violento | non ascoltare Method Man, diventi violento | figurati cos'è restare un giorno in parlamento. (CapaRezza, da Il secondo secondo me)
- Un'idea giusta nella quale ci si insedia, al riparo delle contraddizioni, come al riparo dal vento e dalla pioggia, per guardare gli altri uomini scalpicciare nella melma, non è più un'idea giusta, è un pregiudizio. (Georges Bernanos)
- Il dubbio è uno dei nomi dell'intelligenza. (Jorges Luis Borges)
- Bianchi, Neri, Gialli... semo tutti stronzi uguali! (Er Monnezza)
- La libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero libertà è partecipazione. (Giorgio Gaber)
- Una cosa l'ho imparata, che senza amore siamo solo degli estranei in paradiso. (dal fumetto STRANGERS IN PARADISE di Terry Moore)
- Non mi interessa sentirmi intelligente guardando in tv dei cretini, preferirei sentirmi un cretino di fronte a persone eccellenti. (Franco Battiato)
- …alla fine conta solo una cosa: che se scrivi qualcosa in maniera professionale e che se questo qualcosa piace a quelli che potrebbero pubblicartela, è probabile che la pubblichi. Se non scrivi un cazzo o scrivi male, non pubblichi un cazzo e sbraiti contro il mondo cattivo. Amici o non amici, conoscenze o meno. Scrivere bene. Conta solo quello. (Roberto Recchioni)
























































